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Il parere del pediatra

Abbiamo chiesto a Giovanni Rossetti (spec. FMH in medicina interna e pediatria) e Mariangela Clerici Shoeller (medico pediatra, membro del Coordinamento nazionale Nati per leggere in Italia) di esprimerci il loro parere sul progetto Nati per leggere. Qui di seguito potete leggere i loro contributi:

  • La lettura è una meravigliosa medicina naturale
    di Giovanni Rossetti, pediatra

    Finalmente!
    Finalmente noi pediatri abbiamo a disposizione uno strumento positivo da regalare ai genitori. Dopo una vita passata a proibire merendine e game-boy, a evocare gli spauracchi di malattie misteriose per convincere la gente a farsi vaccinare, ecco infine che abbiamo scoperto un dono piccolo ma portentoso: il libro. Un semplice libro.


    Ma perché mai la lettura ad alta voce a un bambino di pochi mesi, che sembra non capire il testo e interessarsi solo al gusto della copertina, dovrebbe essere considerata un dono?
    Perché quel che conta per un bambino piccolo non è tanto cosa si legge, ma come lo si fa.


    È infatti stato ampiamente dimostrato che la lettura ad alta voce, se fatta precocemente e con regolarità nei primi anni di vita, è in grado di stimolare lo sviluppo del cervello e del linguaggio, di promuovere le competenze di lettura e il successo scolastico.
    Non pensate che la lettura precoce voglia creare dei piccoli geni: leggere nei primi anni di vita contribuisce anche alla crescita delle facoltà relazionali, stimola infatti lo scambio di esperienze reciproche, favorisce le relazioni in famiglia, migliora l’autostima, facilita l’immaginazione, permette di ritagliarsi nel corso della giornata un momento privilegiato di scambio d’emozioni adulto-bambino, esorcizza le paure. Leggere con un bambino piccolo diventa una piacevole festa dei sensi: come dimenticare il piacere di odorare i libri o gustarne la copertina in bocca, dopo averli sfiorati a lungo con le piccole dita? La lettura con un bimbo in braccio non è una lezione frontale da maestro di scuola, ma un dialogo che coinvolge la recita del genitore, il vocalizzare del bambino, la mano che indica, il tutto condito di sorrisi e allegri versetti.

    Nella società moderna, fatta di rumore e di fretta, non sono molti gli strumenti che favoriscono l’attaccamento tra i membri della famiglia, che accrescono la sicurezza di sé dei bimbi e il loro desiderio di apprendere e condividere.


    Nati per leggere rappresenta uno strumento formidabile  per godere di un presente di coccole e di scoperte fantastiche, che prepara però un futuro di crescita affettiva e cognitiva.

  • Salute è anche leggere
    di Mariangela Clerici Schoeller, pediatra


    Perché leggere un libro a voce alta ad un bambino piccolo o anche piccolissimo? Perché recitare per lui filastrocche, cantare, raccontare storie per lui? Perché mamma e papà dovrebbero far sentire la loro voce ai propri bambini anche fin da subito, anzi da ancora prima… da quando sono ancora nella pancia della mamma? Perché la voce che coccola di mamma e papà è importante, anzi è fondamentale per un corretto e armonioso sviluppo psicofisico del bambino.


    Nei primissimi mesi di vita quel che conta non è il contenuto, non è ciò che dite o che leggete, ma la musicalità della vostra voce. Verso i sei mesi di vita il bambino impara a stare seduto ed è già in grado di afferrare e manipolare un oggetto: questo è il momento per il suo incontro con il libro.

    È stato ormai ampiamente dimostrato che la lettura ad alta voce, se fatta precocemente e con regolarità nei primi anni di vita, è in grado di stimolare lo sviluppo del linguaggio, di migliorare la capacità di attenzione, di promuovere le competenze di lettura, di preparare il bambino al successo scolastico e di motivare il bambino ad amare i libri. Ma sappiamo anche che la lettura condivisa è in grado di favorire quello che viene definito un attaccamento sicuro nella diade madre-bambino (l’attaccamento è quel processo che spinge il bambino a cercare la vicinanza dei genitori nei momenti difficili e si basa su meccanismi cerebrali innati).

    Lo sviluppo di un attaccamento sicuro è essenziale per la crescita delle competenze del bambino in tutti gli ambiti, perché ha effetti diretti sulla maturazione delle attività cerebrali che mediano i processi mentali fondamentali. Un bambino che ha un attaccamento sicuro verso la madre sarà in grado di usarlo come base sicura per poter esplorare il mondo e come fonte di consolazione e sollievo quando si sentirà preoccupato o stressato.


    I bambini con attaccamento sicuro hanno maggiori competenze di linguaggio; le evidenze sul rapporto tra qualità dell’attaccamento e sviluppo delle competenze emergenti mostrano quanto sia importante sostenere la famiglia precocemente nello sviluppo di una buona relazione con il proprio bambino. Quindi possiamo affermare che una relazione sicura può indubbiamente migliorare nel bambino le abilità necessarie per imparare a leggere. Fatte queste premesse è possibile affermare che il progetto Nati per Leggere potrebbe e forse dovrebbe essere inserito nei programmi di sostegno alla genitorialità, come mezzo per rafforzare la relazione affettiva genitore-bambino.

    Ricordate che la lettura condivisa con i vostri bambini, se ci sono complicità e coinvolgimento, accresce il piacere di stare insieme, alimenta il legame affettivo fra piccoli e grandi, accresce la sicurezza di sé e il desiderio di apprendere ed è nutrimento sano e genuino per il cuore e la mente di adulti e bambini.


    Ecco perché noi pediatri dovremmo prescrivere “un po’ di libro al giorno” perché questi sono i ricostituenti veri e fanno bene ai bambini e anche ai loro genitori.