Nati per leggere Genitori Biblioteche Librerie Pediatri Media

Il progetto Materiali Contatti Collegamenti



Rassegna stampa NPL

  • Il progetto ha suscitato interesse in tutti i media nazionali. Qui di seguito si può consultare la rassegna stampa in italiano. Per la rassegna in tedesco clicca qui, per la rassegna in francese clicca qui.

    Carrozzina

  • La lettura ai neonati porta benefici, da Corriere del Ticino, 24.7.2011 (leggi l'articolo)

  • La nascita, la vita, la lettura di Ludovica Domenichelli da Ticinosette, nr. 45 del 5.11.2010 (consulta l'articolo)

  • Per un libro in più, da Cooperazione, Nr. 15 del 13 aprile 2010 (pag. 52/53) (scarica l'articolo)

  • Bambini  nati per leggere, da Corriere del Ticino, 23.4.2009 (scarica l'articolo)

  • Sei nato? Ti regalo un libro, da La Regione Ticino, 23.4.2009 (scarica l'articolo)

  • Il piacere della lettura può nascere dalla culla, da Giornale del popolo, 23.4.2009 (scarica l'articolo)

  • Leggere, prima s’inizia meglio è
    L’iniziativa «Nati per leggere», partita nel 2007 nella Svizzera italiana, è diventata progetto nazionale
    (da: Azione settimanale di MIGROS, 2.2.2009)

    di Stefania Hubmann

    Ogni bambino, seguendo un istinto naturale, è portato a leg­gere tutto ciò che lo circonda, a cominciare dall’espressione del viso dei genitori. Tenere in braccio il proprio figlio e leg­gergli ad alta voce dei bei libri sin dai primi mesi di vita non è quindi una forzatura. Le più re­centi ricerche di neuropsichia­tria infantile dimostrano che questo comportamento favori­sce lo sviluppo cognitivo ed af­fettivo del bambino. Dai sei me­si ai sei anni le capacità ricetti­ve dell’essere umano sono al lo­ro apice ed è quindi un periodo da sfruttare al massimo per tra­smettergli con un unico gesto il piacere e l’abitudine della lettu­ra e l’amore familiare.


    Ad aiutare i neogenitori in questo compito contribuisce il progetto «Nati per leggere», promos­so nella Svizzera italiana a partire dall’autunno 2007 con un’azione in­novativa a livello svizzero. Biblio­media della Sviz­zera Italiana e Media e Ragazzi Ticino e Grigioni italiano (TIGRI), dopo oltre un an­no di preparazio­ne, hanno fatto decollare l’inizia­tiva coinvolgendo in primo luogo pediatri, bibliote­che e librerie. At­traverso questi ca­nali sono stati di­stribuiti tre pieghevoli informa­tivi (con una lista di titoli consi­gliati) e si è cercato di sensibi­lizzare i genitori. I due enti pro­motori hanno gettato le basi per un’azione che nello spazio di un anno è diventata progetto nazionale con il sostegno del­l’Ufficio Federale della Cultura.


    Il 23 aprile 2008, in occasio­ne della giornata mondiale del libro, il presidente della Confe­derazione Pascal Couchepin ha patrocinato la nascita del pro­getto affidato alle associazioni nazionali dei due organismi operanti nella Svizzera italia­na. La collaborazione è stata inoltre estesa ad alcuni asili ni­do, professionisti nell’educa­zione della prima infanzia ed autorità comunali.


    Tre libri in regalo a tutti i neonati

    Grazie al sostegno delle edi­zioni Nord-Sud e AXA Assicura­zioni, principali sponsor del progetto, si è potuto concretiz­zare uno degli obiettivi che sta­vano a cuore ad Antonella Ca­stelli ed Orazio Dotta, promoto­ri di «Nati per leggere» e re­sponsabili rispettivamente di Media e Ragazzi TIGRI e Biblio­media della Svizzera Italiana. Ogni neonato potrà, infatti, ri­cevere un pacchetto regalo con­tenente tre libri. Ce li presenta Antonella Ca­stelli: « Il primo, adatto a partire dai sei mesi, è un cartonato con inserti tattili, proposto nelle tre lingue nazionali. Protagonisti gli animali con tema l’amore materno. Piccolo ma ricco di immagini e colori è invece l’­al-bum di Haydé Ardalan. Il terzo volume, all’apparenza un altro cartonato per i più piccoli, è de­dicato ai genitori, porta il nome del progetto e, richiamando il nuovo logo, spiega l’importan­za del libro condiviso sin dalla più tenera età  .


    In Ticino e nel Grigioni ita­liano la distribuzione del dono avviene tramite i Comuni. Contattate dagli enti promoto­ri, le autorità hanno assunto con piacere questo compito ed il territorio è in gran parte co­perto. « Nella nostra regione – precisa Antonella Castelli – le famiglie ricevono inoltre un opuscolo informativo con una piccola bibliografia. La nuova edizione è racchiusa in un uni­co fascicolo ed arricchita con contributi di specialisti. Ogni anno ne pubblichiamo una versione aggiornata soprattut­to per quanto riguarda la lista di libri. Sul sito internet, www.natiperleggere.ch, è sem­pre a disposizione un elenco di oltre cento titoli » .


    Contatto diretto con i genitori


    Per assicurare un maggior contatto con le famiglie, il «Gruppo di lavoro Nati per leg­gere » – composto oltre che da Antonella Castelli ed Orazio Dotta, da Chiara Cantoreggi e Federica Barloggio – organizza almeno due volte l’anno incon­tri di formazione o aggiorna­mento, ad esempio con esperti di letteratura per la prima in­fanzia, medici pediatri e psico­logi. Nei prossimi appuntamen­ti, aperti a tutti gli interessati, si ritornerà sull’importanza del progetto e sulla presentazione dei principali libri selezionati. Antonella Castelli: « Fino a giu­gno proporremo “ Nati per leg­gere incontra i genitori” in di­verse località del cantone. Le serate saranno animate da Leti­zia Bolzani, specialista in lett­e-ratura per l’infanzia e in incon­tri di promozione della lettura per adulti e bambini ( è respon­sabile del programma radiofo­nico Lilliput dedicato ai libri per ragazzi) » . Gli appuntamenti sono per il 19 febbraio a Tesse­rete, il 12 marzo a Sementina, il 23 aprile a Coldrerio e il 7 maggio a Biasca.

    Prosegue inoltre l’impegno per far conoscere il progetto al pubblico e promuoverlo fra gli enti interessati. Una trentina di biblioteche per ragazzi ha già creato un angolo «Nati per leggere» fornito dei principali libri segnalati e di spazi ade­guati per il particolare tipo di utenza: le mamme ed i loro piccolissimi «lettori».


  • Un amore di libro
da "Cooperazione", nr. 16 del 7 maggio 2008. Scarica in pdf

Comunicato del'Ufficio federale della cultura (22 aprile 2008). Leggi l'articolo...

Il numero di marzo (2008) della rivista "Illustrazione ticinese" contiene un ampio servizio dedicato al progetto "Nati per leggere Svizzera italiana". Illustrazione ticinese è un partner del progetto.
Sfoglia la rivista e leggi l'articolo (da pag.32 a pag. 34)

  • Metti un libro nella culla
    Parte dalla Svizzera italiana il progetto destinato ai bambini da 0 a 5 anni e ai loro genitori
    (da: "Azione" settimanale della MIGROS, 6 novembre 2007)
    di Stefania Hubmann


Metti un libro nella culla. Un titolo provocatorio? Assolutamente no. Chi ama leggere sa che non è mai troppo presto per iniziare e chi inoltre è in stretto contatto con il mondo dell'infanzia è ben consapevole del piacere e dei benefici che questo comporta. In modo spontaneo molti genitori leggono ad alta voce ai propri figli le prime sto­rie, andando alla scoperta di mondi fantastici e di personaggi che diventano via via amici inseparabili. Negli ultimi anni anche nel nostro cantone le librerie per ragazzi (e lo spazio dedicato all'editoria infantile in quelle tradizionali) sono aumentate, inoltre lo sviluppo di biblioteche scolastiche e comunali, così come iniziative mirate per le scuole dell'infanzia ed elementari ribadiscono l'importanza ed il valore del libro nell'era dei giochi elettronici. Mancava finora un sostegno alla fascia d'età prescolastica che trascorre la maggior parte del tempo in famiglia o negli asili nido. Con il progetto «Nati per leggere», promosso da Bibliomedia della Svizzera Italiana e da Media e Ragazzi Ticino e Grigio­ni Italiano (TIGRI), la lacuna è colmata e la Svizzera italiana si distingue ancora una volta a livello nazionale per un lavoro da pioniere nel settore culturale ed educativo. Bibliomedia fa capo ad una fondazione che sin dal 1920 si occupa dello sviluppo delle biblioteche e della promozione della lettura in Svizzera. TIGRI, che rappresenta nella nostra regione l'Istituto Svizzero Media e Ragazzi, concentra la propria attività in questo ambito nel settore giovanile. I due enti lavorano da anni e con successo in stretta collaborazione. Basti pensare alla famosa «Notte del racconto», prevista quest'anno il 9 novembre in numerosi istituti scolastici del cantone. «Nati per leggere» è una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla lettura ad alta voce ai bambini piccoli. I canali utilizzati sono in primo luogo i pediatri, che effettuano controlli periodici nei primi cinque anni di vita del bambino, come pure le librerie e le biblioteche. In questi e in altri luoghi strategici i genitori trovano tre piccole bi­bliografie suddivise per fasce d'età (0-18 mesi, 18-36 mesi, 3­5 anni) e, a dipendenza, i libri consigliati. La disponibilità degli operatori a far passare il messaggio è di vitale importanza, per rendere attenti i genitori « sulle potenzialità della lettura quale strumento privilegiato di crescita per un sano sviluppo af­fettivo e cognitivo». Così si legge nel quarto pieghevole che contiene preziose informazioni sulle caratteristiche dei primi libri e sul momento della lettura. Operatori e famiglie Il progetto è in fase di divulgazione ma i promotori hanno alle spalle un anno e mezzo di preparazione. Orazio Dotta, direttore di Bibliomedia, sottolinea come gli oltre sessanta aderenti siano stati tutti contattati individualmente: «Il progetto è in continuo sviluppo sia perché gli interessati hanno sempre la possibilità di aderirvi sia perché i titoli consigliati saranno man mano aggiornati in base alle proposte editoriali. A questi suggerimenti si possono naturalmente affiancare altri libri». Asili nido, servizio infermieristico a domicilio sono altri canali che i promotori intendono sfruttare procedendo sempre tramite il contatto personale. Orazio Dotta: «Per gli operatori, provenienti da settori diversi, sono previsti dei corsi di formazione che l'anno prossimo, per il tramite delle biblioteche, estenderemo pure alle famiglie. Lo scopo è quello di aiutare i genitori nella scelta e nell'uso dei libri. Genitori che in futuro si potrebbero raggiungere a tappeto sulla scia dell'esempio luganese. La Città assicura alla famiglia di ogni nuovo nato tutta una serie di informazioni (soprattutto di carattere sociale) nella quale figura ora anche "Nati per legge­re"». L'obiettivo, conclude Dotta, è quello di giungere un giorno a poter regalare un libro ad ogni neonato. Nel frattempo il progetto della Svizzera Italiana si è già fatto conoscere nel resto del paese. Il gruppo che desidera promuoverlo nelle altre regioni linguistiche, ci anticipa il direttore di Bibliomedia, lo presenterà il prossimo 23 aprile in occasione della giornata mondiale del libro.

Leggere ad alta voce

La lettura ad alta voce ad un bambino è prima di tutto un ge­sto d'amore, un momento affet­tivo privilegiato. Il logo di « Nati per leggere», disegnato da Al­tan, nella sua apparente semplicità racchiude tutta la ricchezza di questo gesto: il bimbo è fra le braccia della mamma, sente il suo calore e la sua voce che dà vita alla pagina bianca. Antonella Castelli, presidente di TIGRI, evidenzia al riguardo il carattere esclusivo di questa esperienza: «La lettura ad alta voce è un'occasione speciale di condivisione fra madre e figlio. Ed i piccoli, molto ricettivi, percepiscono l'attenzione ricevuta, il piacere del libro e della scoperta. Questa forma di apprendimento, basata sul rapporto genitori-figli, è definita imprinting. Sviluppata in tenera età, durerà per tutta la vita ». Da rilevare, ancora, che si tratta di una lettura a tutti gli effetti, poiché mette in atto gli stessi meccanismi della lettura individuale. Inizia così per il bambino un percorso che favorirà anche il suo sviluppo cognitivo (il progetto è concepito anche come strategia contro l'illetteratismo). Antonella Castelli: «Il bambino con il libro come amico quotidiano è favorito nella conoscenza lessicale e nella capacità espressiva orale e scritta. Ma è soprattutto un bambino ricco dentro. Attraverso la lettura egli crea le proprie immagini mentali sulle quali potrà costruire il resto dell'apprendimento e della personalità. Non a caso il libro si rivela un aiuto prezioso nel periodo adolescenziale».

Pediatri americani

Numerosi studi documentano i benefici che il bambino trae dall'esperienza della lettura ad alta voce. «Born to Read» è il nome originale del progetto, avviato nel 1989 da un gruppo di pediatri di Boston. Il ruolo chiave del pediatra è ribadito anche nell'iniziativa della Svizzera italiana. Dagli Stati Uniti la campagna si è diffusa in altri paesi e nel 2000 è stata introdotta in Italia. Rita Valentino Merletti, esperta di letteratura per ragazzi e coordinatrice di «Nati per leggere» in Piemonte, conferma che sono necessari diversi anni affinché l'iniziativa si inserisca nel tessuto sociale e produca i primi frutti: «Il progetto conosce però un'espansione crescente sia sul territorio sia nei settori potenzialmente interessati». Rita Valentino Merletti, alla cui esperienza hanno fatto capo anche i promotori della Svizzera italiana, sottolinea ancora l'accresciuta consapevolezza degli operatori e la maggiore attenzione accordata al tema anche da parte dei media. «Con una promozione alla lettura innovativa che ha introdotto nuovi soggetti - conclude l'esperta - si è sviluppata una nuova sensibilità e si è offerta la possibilità ad adulto e bambino di crescere insieme».

Seguire i desideri del bambino
Da 30 anni lavora con i bambini, da 25 con i bambini e i libri. Una figura carismatica che ha dato il via nella Libreria dei ragazzi a Mendrisio alla nascita delle librerie per i giovani in Ticino. Abbiamo incontrato Valeria Nidola nel magico mondo dello Stralisco a Viganello. In 15 anni di at­tività, la sua libreria è diventata non solo un punto di riferimento per piccoli e grandi lettori ma un luogo familiare che segna le tappe della crescita. « In questi anni - racconta - il modo di leggere ai bambini e i libri a loro dedicati sono profondamente cambiati. Anche i più piccoli sono in grado di confrontarsi con immagini complesse e con vere e proprie storie. Il libro di plastica o il car­tonato con una sola immagine per pagina sono in pratica scomparsi. "L'uccellino fa.", ad esempio, uno dei libri consigliati da "Nati per leggere" fino ai 18 mesi, è sì ad immagine unica ma accompagnata dal verso (non solo dell'animale) e con tantissime pagine, così che la lettura si tra-sforma in un veloce gioco di su­ni. I libri di oggi trattano inoltre tutti gli argomenti, anche quelli più delicati. Con la famiglia Orsetti i più piccoli si avvicinano a situazioni come il trasloco, le bugie, la televisione, la mamma in carriera. In altre collane si affrontano problemi come la malattia o la morte». L'offerta editoriale, conferma Valeria Nidola, è diventata molto vasta, con l'unico difetto che determinati filoni sono sfruttati a fini commerciali. L'importante comunque «è seguire i desideri del bambino e mai sottovalutarlo». Per Valeria Nidola la lettura dovrebbe diventare un bisogno primario: leggere al posto del bambino così come lo si imbocca. E sin dalla nascita può essere sviluppato un percorso di lettura: «Regalo spesso una bella scatola dedicata ad esempio a Giulio coniglio. Partendo dal cuscino e dal peluche fino al libro cartonato e alla raccolta di storie si può creare un cammino che copre proprio l'arco di tempo di "Nati per leggere", da 0 a 5 anni». E leggere non significa sempre acquistare libri. Valeria Nidola, spesso presente nelle biblioteche in veste di narratrice ci tiene a sottolinearlo: «Il ruolo delle biblioteche è fondamentale perché permettono di leggere gratis. Oggi sono molto diffuse sul territorio, ben fornite ed aggiornate».

Cercate un investimento senza rischi per vostro figlio, vostra figlia? Procuratevi un bel libro e leggeteglielo, non importa quanto giovane sia quella vita che state crescendo, che diventi poeta o banchiere, medico o meccanico. I libri diventeranno una chiave del mondo facile da maneggiare, darà accesso alla fantasia più profonda, alle logiche più solide, alle riflessioni più raffinate. Avrà una mente allenata a concentrare l'attenzione su quanto sta in sé e attorno - una qualità che l'era dell'elettronica richiede ma non favorisce. Inoltre, le letture saranno sempre il ricordo di un momento intimo fra genitore e figlio. Nulla di nuovo, in teoria lo sanno tutti che leggere favorisce la crescita intellettuale e affettiva. Anni fa, nella biblioteca scolastica del paese, mi succedeva di sentire una madre o un padre lamentarsi che il figlio non amasse leggere, ma sempre risultava che loro non gli avevano mai letto nulla. Spesso, invece, erano bambini che riuscivi a catturare raccontando e leggendo, una volta scoperte le loro predilezioni. Per quanto fossimo dilettanti, è stato facile capire che la lettura è un piacere che puoi solo trasmettere se lo condividi. Non puoi imporlo, e se ci riuscissi, non sarebbe mai un piacere, solo un dovere. Utile, certo, in una società che ci richiede di elaborare un mare d'informazioni, ma senza le potenzialità di una lettura appassionata. È un piacere contagioso: è stupefacente quante biblioteche grandi e piccole, quante librerie per bambini e ragazzi sono state aperte negli ultimi 15 anni in Ticino, le une con concetti più elaborati, le altre sull'onda di grandi entusiasmi e curiosità. Accanto a bambini e ragazzi.


(.) Recentemente è stato lanciato in Ticino un progetto pilota denominato "Nati per leggere Svizzera italiana". L'idea nata a Boston negli Stati Uniti su iniziativa di alcuni pediatri è stata introdotta e adattata nel nostro Cantone dalla Fondazione Bibliomedia della Svizzera italiana e dall'Associazione Media e Ragazzi Ticino e Grigioni italiano (TIGRI). Grazie a queste due istituzioni operanti sul nostro territorio il progetto sarà presto "esportato" a livello nazionale. Bibliomedia e Tigri hanno coinvolto nell'iniziativa diversi attori tra cui pediatri e bibliotecari. Per approfondire l'argomento abbiamo posto alcune domande al direttore di Bibliomedia Svizzera italiana Orazio Dotta attivo nella sede di Biasca.

In una società nella quale le nuove tecnologie la fanno da padrone cosa significa promuovere l'arte del raccontare, del leggere ad alta voce e dell'ascoltare?

Stiamo indubbiamente assistendo a un cambiamento epocale che sembra invitare la nostra società alla dipendenza dalla "multimedialità"; e le dipendenze, come sappiamo, non sono sempre positive. Le nuove tecnologie, però, non vanno certo demonizzate; anzi, esse ci mettono a disposizione opportunità di comunicazione e informazione impensabili solo qualche decennio fa. Ciononostante occorre ricordare che l'utilizzo di questi mezzi non deve andare a discapito d'altre fonti d'accrescimento culturale e affettivo. Non dobbiamo farci fagocitare dalla tecnologia, ma gestirla con cognizione di causa e utilizzarla quale utile complemento per la nostra crescita. Promuovere la lettura, in un contesto di questo tipo, significa ricordare a tutti, grandi e piccoli, il valore intrinseco a questa attività; significa ricordare che il tempo utilizzato per leggere, raccontare o ascoltare non è tempo sprecato ma bensì un'opportunità in più. Si tratta di riportare al centro dell'attenzione generale i benefici e i valori positivi che la lettura sa offrire a chi ha la buona abitudine di praticarla, svestendola da quelle connotazioni negative che a volte sono presenti nell'immaginario collettivo. Leggere, raccontare ad alta voce e ascoltare, occorre sottolinearlo, richiedono abilità di pensiero e di comprensione diverse da quelle impiegate per l'utilizzo di Internet o della televisione; abilità che in sé non sono né migliori né peggiori ma, senza ombra di dubbio, integrative alle competenze che altri mezzi ci aiutano a sviluppare. Abbandonarle, o praticarle solo saltuariamente, tolgono occasioni utili alla nostra maturazione. Promuovere la lettura, e tutto ciò che attorno ad essa ruota, significa dunque ricordare a tutti il valore di una crescita individuale senza compromessi o buchi neri.

Quali sono i motivi che hanno indotto i promotori a lanciare un progetto pilota federale sulla lettura?

I motivi ci riportano ad alcune statistiche che a livello nazionale e internazionale rivelano una scarsa propensione alla lettura sia nei giovani, sia negli adulti. Penso, a questo proposito, al celebre rapporto PISA ma anche al "Libro bianco dell'editoria", pubblicato in Italia lo scorso anno, o al rapporto dell'Università di Zurigo, redatto su incarico dell'Ufficio federale della cultura (UFC), dal titolo "Il paesaggio librario e letterario della Svizzera". In questi, e in altri documenti, affiora in modo preoccupante da parte di una fascia sempre più importante della popolazione, una scarsa competenza nella lettura e nella comprensione di un testo. Nel nostro Paese il 22% della popolazione, tra cui 600 mila adulti, ha problemi in questo senso. I costi sociali derivati dall'analfabetismo di ritorno sono stati calcolati prudentemente in 1.1 miliardi di franchi l'anno. Questi dati non possono lasciare indifferenti, poiché una società per funzionare al meglio abbisogna di persone che in essa possano interagire con cognizione di causa. Una scarsa competenza nella lettura è fonte di disagio, di frustrazione, di perdita dell'autostima che può portare, nei casi più complessi, a difficoltà di comunicazione e di comprensione, a problemi nel trovare un lavoro, all'insuccesso scolastico a un inserimento sociale laborioso e perennemente ai margini. Favorire la lettura sin dai primi anni di vita, senza ombra di retorica, permette di sperare in una società migliore e di avere, forse, adulti più consapevoli

In cosa consiste il progetto pilota federale "Nati per leggere"

"Nati per leggere" si presenta come una campagna di sensibilizzazione, di promozione e di formazione alla lettura che parte dai primi mesi di vita. Essa è destinata alle famiglie in cui vi sono bambini piccoli, e si prefigge di fare in modo che la lettura e i libri siano una parte integrante del vivere quotidiano. Al progetto, che non ha scadenza, hanno aderito professionalità diverse: bibliotecari, pediatri, librari, docenti, assistenti di cura a domicilio ed enti locali. La promozione della lettura, infatti, non deve essere un affare legato solo agli operatori del settore, ma deve coinvolgere la società intera; solo così si può sperare di raccogliere frutti maturi. Gli operatori citati, assieme agli enti promotori, si sono impegnati a diffondere informazioni utili alle famiglie attraverso: colloqui personalizzati, la distribuzione di pieghevoli informativi (uno di carattere generale, uno per la fascia d'età dai 0 ai 18 mesi, uno per la fascia dai 18 ai 36 mesi e uno per la fascia dai 3 ai 5 anni), la messa a disposizione di libri adatti ai più piccoli e la proposta di corsi di formazione per genitori e addetti ai lavori organizzati con regolarità da Bibliomedia e Media e Ragazzi Tigri. Altre strategie d'intervento sono allo studio e saranno messe in atto prossimamente. Il progetto "Nati per leggere", in particolare, pone l'accento sul valore che la lettura ha sullo sviluppo affettivo e cognitivo dell'individuo. La speranza è di creare un imprinting utile per formare nuove generazioni che con il libro hanno familiarità e frequentazione continua.

Ha senso iniziare a leggere storie a bambini che non hanno ancora sviluppato il senso della concentrazione e dell'attenzione.

Certo, a questo proposito si potrebbe affermare che non è mai troppo presto per farlo. La lettura nasce con la vita. Sin dai primi mesi abbiamo in noi l'innato istinto di leggere ciò che ci circonda, a partire dal viso e dalle espressioni dei genitori. Si tratta inizialmente di una lettura di tipo sensoriale o, meglio, di un'esplorazione sensoriale, che a poco a poco si tramuta in vera e propria lettura. Il bambino impara a raccogliere informazioni, a elaborarle, interpretarle e a reagire di conseguenza; inoltre, dai due ai sei anni, si trova in una fase dello sviluppo in cui le capacità d'apprendimento del linguaggio sono elevatissime. È in questo frangente che occorre intervenire affinché questa sete di conoscenza possa essere adeguatamente soddisfatta e positivamente "sfruttata". Raccontare storie, parlare con i nostri bambini, mettere loro a disposizione l'oggetto libro li sostiene nel complesso processo di crescita, li abitua all'ascolto, alla concentrazione e li facilita nel prendere dimestichezza con le pagine stampate. Inizialmente si tratta di un gioco, perché il libro appare come tale, ma poi con il passare del tempo e delle accresciute competenze diventa quell'oggetto che effettivamente è: un raccoglitore di immagini e di parole utili che dà piacere, che aiuta a riconoscere le esperienze quotidiane, che aiuta a esplorare e a elaborare sentimenti ed emozioni. Rita Valentino Merletti, esperta di letteratura per ragazzi, a questo proposito ha detto che si può iniziare a leggere "prima di avere un bambino tra le braccia" perché "la voce echeggia come un canto di balena, in quell'oceano sconfinato e incomprensibile che è una nuova vita, per dire tre sole sconfinate verità: io sono qui, tu sei qui, il mondo è qui" ("Leggimi forte", Rita Valentino Merletti e Bruno Tognolini, Salani Editore, 2006).

Quali sono i benefici per i bambini?


I bambini che hanno accesso ai libri sin dai primi mesi di vita sviluppano capacità di comprensione ed espressione (lessico rafforzato) propizi al successo scolastico e all'inserimento sociale; sviluppano capacità d'attenzione molto più ampie di chi non ha questa opportunità; sviluppano un'abilità importante nella formazione d'immagini mentali utili alla loro formazione. Attraverso le parole ascoltate il bambino si appropria passo dopo passo della lingua materna. La lettura di tipo dialogico, che avviene a stretto contatto fisico con il lettore, permette inoltre, come già accennato, una maturazione affettiva decisamente importante. L'adulto che legge una storia, dedicando tutto se stesso a chi lo ascolta e lo osserva, instaura un momento magico che non ha prezzo. In un'epoca convulsa e veloce come la nostra, in cui il tempo da dedicare ai nostri figli è sempre più ridotto e frammentato, trovare i giusti spazi per la lettura permette di aprire una finestra di qualità dalla quale entra vero e proprio ossigeno per anima e corpo. La lettura calma, rassicura e accresce il desiderio d'imparare. A questo proposito Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma, nel suo libro "Prova con una storia" (Fabbri Editore) ha scritto: "Quando un "grande" racconta o legge una storia, immediatamente si crea un'atmosfera di complicità. Il bambino si sente "insieme", protetto e sicuro. C'è attesa. C'è divertimento. C'è comunicazione" e, aggiungo io, nasce un desiderio di emulazione che funge da potente propulsore per l'apprendimento. Sintetizzando si potrebbe dire che leggere a un bambino è un vero e proprio atto d'amore, un vero e proprio regalo; forse il più importante che si possa fare.

E quali i benefici per i genitori?

Per i genitori il momento della lettura, attuato con regolarità e con la dovuta calma (niente rumori di sottofondo e televisione spenta) regala notevoli soddisfazioni. Si tratta, infatti, di un istante molto particolare in cui si stabilisce con i propri figli un rapporto di stretta collaborazione. Il bambino, attraverso la lettura fatta dal genitore, sente che quest'ultimo, in quel determinato momento, è lì solo per lui; per dedicargli il suo tempo in un'attività piacevole e formativa. Il genitore scopre la possibilità di dialogare con i figli grazie all'ausilio dei libri. Dalla lettura nascono in modo spontaneo domande, discussioni, dialoghi interessanti che aiutano a conoscersi reciprocamente in modo ancora più intenso. Attraverso la lettura i bambini, ma anche gli adulti, si aprono, parlano delle loro incertezze, delle loro paure, delle loro emozioni incrementando le occasioni di crescita degli uni e degli altri. I genitori che praticano la lettura offrono a se stessi e ai figli uno spazio privilegiato in cui incontrarsi a 360 gradi, lasciando gli impegni e i frastuoni della giornata, almeno per un momento, fuori della porta. L'isola della lettura apre a un nuovo mondo fatto di conoscenze e affettività.

Il progetto è molto ambizioso. Pensa che si riuscirà a migliorare le competenze in lettura di giovani e adulti partendo dalla culla?

La risposta a questa domanda non è semplice in quanto presuppone da parte mia delle qualità di veggente che mi sono estranee. Se però guardiamo a quei Paesi in cui nati per leggere è già attivo da qualche anno, come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna o l'Italia ci accorgiamo, dati alla mano, che il progetto ha dato frutti concreti. I successi scolastici nei bambini coinvolti nel progetto, e monitorati dai promotori, sono positivi su tutta la linea. L'attitudine alla lettura mostra una curva al rialzo: a Cesena, per fare un esempio, si è calcolato un aumento alla disposizione alla lettura nella popolazione del 33% dopo cinque anni dall'introduzione di "Nati per leggere". Inoltre, grazie al progetto, si è notato un incrementato nella pubblicazione di libri destinati ai più piccoli, con una cura particolare per la qualità: dal punto di vista sia dei contenuti sia delle illustrazioni. Le vendite nelle librerie e i prestiti nelle biblioteche sono accresciuti sensibilmente. Se tanto mi dà tanto, oso sperare che anche alle nostre latitudini si potranno avere risultati utili. In questo campo la fretta non è una buona compagna. La promozione, la sensibilizzazione e la formazione alla lettura è un affare dai tempi lunghi.

Maggiori informazioni in merito alla "Notte del racconto 2007" e al progetto "Nati per leggere Svizzera italiana" sono consultabili sui siti www.bibliomedia.ch e www.tigri.ch . In merito alla "Campagna 2006 di sensibilizzazione alla lettura" ecco i siti di riferimento www.ti.ch/lettura e www.leggere.ch .



Dare per scontato che nelle famiglie vi sia l'abitudine alla lettura è sbagliato, come pure è sbagliato pensare che la lettura di un adulto ad un bambino sia prassi comune entro le mura domestiche. Eppure questa attività porta con sé degli aspetti tutt'altro che trascurabili che vanno a toccare sia la sfera delle emozioni sia quella dello sviluppo cognitivo.

Se ne sono accorti per primi alcuni pediatri americani, che nel 1989 hanno dato vita ad un progetto denominato Reach Out and Read, sviluppatosi in modo particolare presso il reparto di pediatria del Boston Medical Center.

I risultati di questa operazione hanno poi suscitato l'interesse di alcuni colleghi della vicina penisola che nel 1999 hanno iniziato a chinarsi con serietà sull'argomento, dando vita ad un'ampia rete di collaborazioni, fra pediatri e bibliotecari, denominata Nati per leggere. Come dire che dall'America non si esporta solo coca-cola e hamburger, ma anche idee intelligenti e utili, come in questo caso Nati per leggere parte da un presupposto di base semplice ma, come spesso accade con le cose semplici, di grande importanza e di forte impatto: promuovere la tutela del bambino nella sua accezione più ampia, non solo quindi dalle malattie e dalle violenze ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. Alcuni importanti studi che ruotano attorno a questo tema, hanno stabilito che mettere un bambino a contatto con i libri sin dai primi mesi di vita favorisce in modo netto sia il linguaggio ricettivo che quello espressivo. In parole semplici i bambini ai quali i genitori dedicano tempo per leggere ad alta voce delle storie sviluppano una capacità di comprensione delle parole e una competenza nell'espressione, superiore a quella dei loro coetanei che non possono usufruire di questa opportunità. Questi bambini giungono a scuola con un bagaglio di competenze tali da facilitare loro il percorso scolastico. I pediatri italiani che aderiscono al progetto Nati per leggere si preoccupano, in definitiva, di fornire ai genitori tutta una serie d'informazioni utili a comprendere che uno sviluppo sano dei loro pargoli passa anche attraverso un grande gesto d'amore: regalare loro storie. I medici, in collaborazione con bibliotecari ed esperti di letteratura per i ragazzi, segnalano cosa è meglio leggere in base alle varie fasi di sviluppo del bambino, consigliano titoli, presentano libri e invitano i genitori a recarsi nelle biblioteche partner del progetto per prendere in prestito i volumi in questione. Le cifre ufficiali indicano che attualmente sono 220 i progetti locali promossi da bibliotecari, pediatri ed enti pubblici e che circa il 15% della popolazione italiana, dai zero ai sei anni, sia in contatto con questa iniziativa. A Cesena, dove il progetto è attivo da cinque anni si è notato un aumento del 33% delle famiglie che dopo questa sensibilizzazione hanno iniziato a leggere, con regolarità, storie ai loro figli. Famiglie che così facendo non solo danno l'opportunità ai loro bambini di sviluppare il linguaggio sia a livello espressivo che percettivo, ma instaurano una serie di rapporti privilegiati che toccano la sfera dei sentimenti e delle emozioni. Impagabile per un bambino è, infatti, la sensazione di sicurezza, di protezione e di piacere trasmesso dal contatto fisico con l'adulto, che tiene in braccio il bambino, e dalla sua voce che lo trasporta attraverso mondi di parole e immagini coinvolgendo alcuni dei suoi principali sensi: udito, vista e tatto. Anche in Gran Bretagna il progetto ha suscitato ampio interesse ed è partito anni fa con il nome di Bookstart. In questo caso però non sono i pediatri i mediatori d'informazioni, bensì le assistenti domiciliari che in visita alle famiglie trasmettono le nozioni di base, con il vantaggio di potersi fermare nelle case a leggere storie e consegnare direttamente ai genitori i giusti testi per l'età dei loro figlioli. In Svizzera Nati per leggere non esiste ancora, ma probabilmente nei prossimi anni potrebbe veder la luce proprio alle nostre latitudini. Per iniziativa della Bibliomedia della Svizzera italiana, che ha sede a Biasca, e dell'Istituto Svizzero Media e Ragazzi negli scorsi giorni è stata fatta una presentazione di Nati per leggere ai pediatri e alle assistenti domiciliari del Cantone. I due enti hanno invitato il professor Giancarlo Biasini, già primario dell'ospedale pediatrico di Cesana, a raccontare la sua esperienza ai colleghi della Svizzera italiana. Il risultato dell'incontro è stato incoraggiante tanto da dare la giusta spinta a Bibliomedia e Media e Ragazzi Ticino e Grigioni italiano (TiGri) per promuovere e coordinare il progetto che dovrebbe coinvolgere, come detto, operatori sanitari, bibliotecari e famiglie. Un ulteriore sforzo, che si unisce a numerose altre iniziative già in corso, per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della lettura a tutte le età.